Le missioni costituiscono una delle attività più impegnative del Gruppo di Ricerca e la loro composizione costituisce un aspetto tutt’altro che secondario; ai docenti, che ne definiscono l’identità, si affiancano spesso infatti dottorandi e specializzandi, venendo così ad assumere, collateralmente alle specifiche finalità della ricerca, connotati formativi.
In tal senso appare tutt’altro che irrilevante constatare come il Gruppo di Ricerca sia da tempo impegnato in un progetto formativo volto ad integrare le discipline fondamentali di architettura con insegnamenti umanistici prevalentemente afferenti al macrosettore delle Scienze Archeologiche. Il recupero del rapporto con l’archeologia si avvale anche dell’impegno sul campo che trova nelle “missioni” come esercizio di scavo, rilievo e studio dell’architettura tramite il contatto diretto con i manufatti e il rigore di un approccio metodologico preciso e attento al dato materiale.
Le missioni del Gruppo di ricerca si avvalgono conseguentemente della partecipazione anche di studenti degli ultimi anni del corso di laurea, rendendo così immediatamente manifesta la stretta interrelazione che deve intercorrere tra ricerca e didattica.
In tal senso, la missione che più di altre vede una presenza elevata di studenti è quella di Kos, dove docenti del Gruppo sono presenti sin dal 1986 e la prima missione con la partecipazione di studenti del Politecnico risale al 2004. L’attività di ricerca a Kos, che comunemente prevede lo svolgimento di due missioni l’anno, si presta infatti più di altre, anche per l’eterogeneità delle attività che la caratterizzano, a configurarsi come un cantiere didattico, dove il confronto con i materiali antichi diviene occasione di crescita per studenti e specializzandi; basta d’altronde esaminare i numeri relativi alle presenze degli studenti nel corso degli anni per comprendere il ruolo assolto dalle missioni coe nella formazione di competenze specifiche idonee ad interagire nel settore dell’antico, sia sotto l’aspetto della conoscenza, sia sotto quello del restauro e della conservazione, sia per quel che concerne la progettazione in ambito archeologico. Dagli elenchi dei partecipanti alle missioni a Kos è possibile inoltre constatare come l’isola sia stata anche una sede privilegiata in questi ultimi anni per le tesi di laurea sull’antico: ben 12 Laboratori di Laurea, per un totale di 67 laureandi, sono stati infatti impegnati tra il 2005 e il 2014 su tematiche inerenti le aree archeologiche di Kos.
Più selettiva appare invece la composizione delle altre missioni, sia quelle di ambito greco, come quelle del Dodecaneso (Kalymnos, Rodi città, Rodi Atabyros), o quella cretese che collabora con la missione di Roma “Sapienza”, sia quelle che hanno operato in Africa Settentrionale (Leptis Magna) o che sono attualmente operative in Italia, ad Agrigento, a Pompei o a Taranto, e in Albania, a Byllis, dove i partecipanti, meno numerosi sono selezionati in base ad esperienze già acquisite.
Se solo alcune missioni dunque possono rivendicare una intensa attività formativa, è bene ricordare come la finalità prima sia comunque l’attività di ricerca e di come la didattica sia comunque subalterna, in questo specifico ambito, al conseguimento dei risultati preventivati che possono evidentemente richiedere di volta in volta una consistenza numerica adeguata alle esigenze. Al di là della eccezionalità delle missioni coe, non deve conseguentemente meravigliare l’eterogeneità nella composizione delle varie missioni, che rispecchia nello specifico il contesto dei diversi interventi.
